Buchi

scritto da Giullare della morte
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 14 ore fa • Revisionato 14 ore fa
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Buchi
di Giullare della morte

Ogni tanto, per strada, incontro una donna. Una donna che mi vende le sue battaglie, e le conseguenti sconfitte, per pochi spicci. Me le racconta tenendo l'anima sospesa fra la bocca e gli occhi, così che io possa comprendere la sconfitta, sia se parla o rimanendo in silenzio, lasciando che siano gli occhi a parlare.
Da sola compensa tutto l’immenso e variegato esercito dei vincitori, dalle cui bocche escono pomposi bigliettini di presentazione: "Non sa chi sono io!".
Non è mai truccata; gli occhi, completamente infossati negli incavi, hanno un’umida ed evidente patina a laccargli le iridi, e non li ho mai visti brillare, neppure sotto al sole, neanche per sciogliere quella patina.
Bene o male indossa i soliti abiti, di due taglie più grandi rispetto al corpo smunto e fragile. Pare un sacco riempito di ossa e poca carne, su cui svetta una testolina con i capelli tutti sfilacciati e ingarbugliati. Un sacco che, ogni giorno, viene agguantato e alzato da un destino distopico che indossa un camice da farmacista, e lo sballotta.
Il male che ha dentro lo nutre ogni giorno con uno shaker di sogni disciolti e desideri scaduti. Gli sta succhiando, giorno dopo giorno, centimetri di carne, centimetri di sguardi d’amore, centimetri di dignità verso se stessa, centimetri di salute, ritrovandosi così, giorno dopo giorno, a pochi centimetri dalla fossa, se non a starci dentro già con un piede.
Pensa che questo "shaker chimico" sia il bene, perché le dà qualche ora di leggerezza, di coraggio, e di vittoria; ma poi risprofonda con la mente nel corpo emaciato, e addio sogni di vittoria sul mondo.
Forse, in cuor suo, penserà che vincerà la battaglia finale, e quindi la guerra, nel morire. Ma ogni volta risorge, anche se non c’è nessun Cristo in giro.
Mi racconta ogni genere di battaglia affrontata, lasciandoci un pezzo di cuore. Mai della sconfitta più dolorosa, che vale tutte le guerre perse in questo mondo criminale e si lava i peccati nell'indifferenza dell'alba .
I buchetti, colore vinaccia, tatuati sul pallido e scarnito braccio, valgono più di mille discorsi sulla sconfitta; e li puoi vedere in modo lampante – come si fa nel guardare le stelle – a uno a uno, con le vene che svettano come sgonfi ruscelletti sul braccio, senza più muscoli e carne, che trasportano sangue di stelle ammalate.

I denti le sono caduti a uno a uno – come fanno i dodici fogli a comporre i calendari – negli anni in cui bucarsi era più importante di ingurgitare cibo buono e ogni sorta di vitamina.
La lascio parlare, sfogare, e intanto raccatto i pochi spiccioli che ho nel fondo della tasca, così da farle alzare il gruzzolo per comprarsi 20mg di tritata e disciolta stella.
Ci lasciamo, e ognuno prende la sua via con un: "Buona giornata" esclamato da entrambi...

...La "Buona giornata" che ci ripetiamo è l'unica frase non vera, ma falsa, che ci scambiamo ogni volta che ci incontriamo.
Buchi testo di Giullare della morte
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